venerdì 30 dicembre 2016

Potala Palace e i monasteri dei monaci tibetani.

DAY 217/218: Lhasa(Tibet)🇨🇳


Due giorni di spostamenti nella capitale a visitare i più famosi e grandi monasteri tibetani,ma soprattutto a vedere il famoso Potala palace,ex residenza dei Dalai Lama ed edificio che ospita diverse tombe proprio di questi monaci tanto perseguitati dal governo cinese.

L altitudine fortunatamente non è un problema per me,cosa di cui sono davvero molto felice e la mia respirazione è quasi uguale a quella che ho nelle città.

L altezza massima  che avevo toccato prima di arrivare a lhasa erano stati i 3000 metri (e qualcosa) sul vulcano Etna,ma mai avevo raggiunto i 3600metri per cui cercherò di tenere controllato il mio fisico io più possibile.

Il gruppo in cui sono,è composto principalmente da anziani o coppie sulla 50ina,ma comunque nonostante la grande differenza di età riusciamo a fare amicizia facilmente.

Io soprattutto mi lego molto a John,80enne canadese che dopo tanti anni di incertezze ha deciso di fare la valigia e prendere da solo l'aereo per il Tibet solo per vedere(come me)l'Everest.

Quando gli ho parlato della mia storia ho visto nei sui occhi qualcosa,qualcosa di simile a quello che ho visto negli occhi del mio nonno;una sorta di apprezzamento per un qualcosa che ad 80 anni non si può più fare con la stessa energia e spensieratezza dei 25.

Con la nostra guida tibetana parlante inglese visitiamo tutte le zone accessibili ai turisti e riusciamo anche ad assistere ad un momento di preghiera in cui tutti i monaci sono riuniti in una grande sala e quasi cantando leggono i vari fogli sul tavolo,il tutto a ritmo di tamburo.

Assistiamo anche ad un momento di confessione dei monaci,totalmente diverso a quello utilizzato nella mia religione.

Qui infatti non si sta seduti a parlare dei peccati commessi,ma chi confessa resta in piedi,e ad ogni peccato detto viene tirato una sorta di schiaffo che però non va a toccare il viso o qualsiasi altra parte del corpo,ma va  a schiacciarsi sull'altra mano del confessante a pochi centimetri dal confessato.

Nel Potala palace invece,palazzo che ha più di 1000 stanze,visitiamo le immense tombe dei precedenti Dalai Lama e vediamo i credenti donare denaro quasi ad ogni statua presente.io con grande rispetto mi limito ad osservare senza scattare foto ma proprio in uno di questi momenti accade quello che mai pensavo potesse capitarmi nella vita.

Un monaco tibetano avvicinandosi mi chiede se posso fare una foto con lui,cosa che desta stupore tra il mio gruppo e pure la guida,che mai si era trovata in una situazione del genere rimane sorpresa.

Io accetto molto volentieri,e dopo vari sorrisi capisco anche il perché della richiesta.

Qui in Cina non è normale vedere una persona con la barba ed è impossibile vedere un ragazzo della mia età così,per questo motivo ho avuto questa richiesta.

Vedere tutte queste culture diverse ti apre davvero la mente e ti fa capire a quanto siamo diversi a questo mondo.

L'ultima sera,dopo aver cenato tutti insieme in un locale tibetano bevendo birra locale conosco Francesco,ragazzo peruviano che sta viaggiando da solo da circa un mese e che è qui per vedere l'Everest.

Dopo esserci fumati una sigaretta insieme decidiamo di andare a vedere il Potala palace illuminato,anche perché secondo fonti di Francesco ogni sera ci sono spettacoli di danza nella piazza principale.

La storia di Francesco è a dir poco sbalorditiva;stanco di una vita monotona si ha lasciato il suo lavoro(psicologo) e ha iniziato a viaggiare per il centro America finendo a fare volontariato in un piccolo villaggio in Guatemala.

Ha speso diversi mesi ad aiutare bambini e come regalo per il servizio prestato gli è stata data una macchina per fare cioccolato.

Imparato a fare cioccolato ha aperto uno negozio a Cuzco dove nel giro di pochi anni,grazie al grande business creatosi è riuscito ad aprire altri 8 negozi in centro-sud America ed ora vive in Repubblica Dominicana,tra mare e negozio che gestisce con la fidanzata italiana.

Una grande bella storia,di una persona che si è fatta da sola e che apprezzo molto.

I 2 chilometri che dall'hotel ci distanziavano dal Potala Palace sono passati in un batter d'occhio è raggiunta la piazza principale ci rendiamo conto che lo spettacolo di cui Francesco aveva informazioni non c'è.

Decidiamo così di chiedere delucidazioni in una piccola centrale di polizia,incoscienti di quello che sarebbe successo nel giro di 5 minuti.

Tra lo sguardo sorpreso di tutti i poliziotti chiediamo informazioni riguardanti lo spettacolo,ma non parlando inglese non riescono ad aiutarci.

Scatta così un giro di telefonate per trovare qualcuno che parla un buon inglese,noi veniamo fatti sedere su delle poltrone nell'ufficio del comandante,la centrale viene chiusa,tutti i poliziotti si siedono nell'ufficio con noi,iniziamo a fumare sigarette nella centrale di polizia,ci viene offerta acqua calda,facciamo foto con tutti e finiamo a parlare di Totti e del Milan.

Fossimo in un bar sarebbe normale,ma siamo in una centrale di polizia tibetana,e mai avrei pensato di farmi una serata fumando nell'ufficio del comandante.

Dopo circa 2 ore riusciamo ad ottenere una risposta alla domanda(niente spettacolo fino alla prossima estate)e tra saluti e strette di mano lasciamo la centrale  per ritornare verso l'alloggio.

Un serata che non dimenticherò mai e che non credo si ripeterà facilmente.

Arrivati all'hotel saluto anche Francesco,che ancora gasato dall'esperienza nella centrale di polizia mi dice che questa è stata una delle sue più belle e strane serate dell'anno.


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