mercoledì 21 settembre 2016

Ulaan Bator-il visto cinese in Mongolia

DAY 179 a 182: Ulaan Bator🇲🇳

Giornate monotone ma non brutte,anzi.ho improntato soprattutto questi giorni sulla gestione del visto cinese,che sembra sia quasi impossibile da prendere con le nuove normative.
Passo ore dinanzi all ambasciata cinese per cercare di entrare per avere info al riguardo dato che non si hanno ora come ora indicazioni certe.un sacco di viaggiatori stranieri hanno rinunciato all ottenimento del visto qui,ed hanno optato per un volo verso altri stati in cui problemi di rilascio non ci sono,però io prima di gettare la spugna voglio provarci con tutti i mezzi.
Fino ad ora ho provato soluzioni che non mi hanno portato all ottenimento del visto anche se ora,grazie ad una piccola incursione in ambasciata cinese come "rappresentante italiano" ho capito di quali documenti ho bisogno.
L ambasciata italiana è praticamente la mia soluzione,infatti,con le nuove leggi un cittadino non residente qui in Mongolia deve presentare un certificato di validità del passaporto che deve emettere l'ambasciata della città di residenza.
Oltre a questo foglio ovviamente ci vogliono un altra infinità di documenti da consegnare senza dimenticare e sbagliare nulla.
Ora grazie all ambasciata italiana qui ad Ulaan Bator che si sta muovendo per avere questo foglio,posso sperare davvero di ottenere il visto.
Oltre a tutti questi casini,ho avuto modo di visitare abbastanza bene quasi tutti i punti salienti della capitale,tra cui la gigantesca piazza Sukhbaatar,il centro della città e punto in cui tutti i tour fanno tappa.
Qui,è presente una gigantesca statua di Gengis Khan e di altri eroi nazionali mongoli.
visito anche il museo nazionale,4 piani in cui vengono mostrati reperti archeologici dei nativi fino ad arrivare alle armi usate oggi(bellissimo il piano dedicato agli abiti delle varie regioni).
Assaggio qualsiasi tipo di cibo che mi attrae,non trovando mai "cattivo" nulla,anzi se devo essere sincero questa cucina è una delle migliori che abbia assaggiato dopo 20 Stati.
L ostello in cui mi trovo è molto alla mano,frequentato prettamente da ragazzi e persone che stanno viaggiando zaino in spalla è molto facile instaurare discorsi con tutti,compresi i titolari che si fanno in 4 per farci avere il miglior servizio possibile.
Fortuna vuole che possa assistere anche ad un piccolo spettacolo musicale che un ragazzo universitario locale viene ad offrire all ostello.
Lo strumento è molto simile al violino come suono ed anche vagamente come forma.
Creato in Mongolia e chiamato "Horse-head fiddle",questo strumento é parte integrante della loro culture e moltissime persone sanno suonare questo strumento alla vista molto semplice ma che di semplice non ha proprio nulla.
Il suono ed i brani suonati sono qualcosa di favoloso,sono tutti dedicati alla natura e animali.
Io,amante della musica mongola rimango esterrefatto,non mi vergogno a dire che quasi mi emoziono durante i 45 minuti di concerto ed alla fine,dopo essermi congratulato con il ragazzo,mi faccio scrivere i titoli delle canzoni suonate.
Con un pizzico di fortuna riesco a trovare un tour di qualche giorno fuori la capitale senza spendere una fortuna,questo grazie al fatto che l ostello in cui sono alloggiato organizza tour aperti,quindi più siamo e meno spendiamo.
Domani si partirà alla scoperta della Mongolia orientale.
Sono eccitatissimo!

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